Abbonamento DIGITALE 1 mese a il Resto del Carlino + 1 biglietto per LAIKA - 5 Maggio Visualizza ingrandito

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1 biglietto per lo spettacolo LAIKA, con ASCANIO CELESTINI al Teatro Arena del Sole di Bologna, giorno 5 Maggio ore 21.00 + 1 mese di abbonamento digitale a il Resto del Carlino 

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1 biglietto per lo spettacolo LAIKA, con ASCANIO CELESTINI al Teatro Arena del Sole di Bologna, giorno 5 Maggio ore 21.00 + 1 mese di abbonamento digitale a il Resto del Carlino


uno spettacolo di Ascanio Celestini
con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei alla fisarmonica
e la voce fuori campo di Alba Rohrwacher

produzione Fabbrica

Artista eclettico, instancabile affabulatore, volto noto della tv, tra i massimi esponenti del teatro di narrazione e scrittore, Ascanio Celestini è un tessitore di storie in cui confluiscono critica sociale e fantastico, ambizione di riscatto e iperbole comica. Attraverso soltanto l’uso della parola, Celestini è capace di animare un teatro che in realtà è densamente popolato di voci e personaggi.

Laika, il cui titolo è ispirato all’omonima cagnetta lanciata nello spazio dall’Unione Sovietica nel 1957, attribuendosi così per poche ore il riconoscimento di ‘essere vivente più vicino a Dio’, è una delle migliori prove teatrali di Celestini degli ultimi anni: denso, poetico, visionario e politico senza cedere alla tentazione del moralismo.

Un Gesù improbabile torna sulla terra per osservare l’umanità dall’alto di un paradiso-monolocale di una lontana periferia: «Oggi l’umanità non vuole cambiare il mondo, se lo vive e basta», afferma Celestini. E proprio per questo l’artista romano sceglie di raccontare l’invisibile delle periferie: dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa.

«Chiuso nel suo appartamento – continua Celestini – questo Cristo contemporaneo non vuole che entri nessun altro, ma è interessato a ciò che accade fuori. Soprattutto vuole sapere del barbone, non per salvarlo dalla sua povertà, ma per fargliela vivere allegramente. Come se il mondo fosse il parcheggio davanti alla sua finestra. Il mondo in mille metri quadrati di asfalto osservati da un paradiso-monolocale pochi metri al di sopra. Il barbone è un nordafricano scappato dal proprio paese».

«Insomma non il Cristo che è vero Dio e vero uomo – prosegue Celestini – ma un essere umanissimo fatto di carne, sangue e parole. Non sappiamo se si tratta davvero del figlio di Dio o di uno schizofrenico che crede di esserlo, ma se il creatore si incarnasse per redimere gli uomini condividendo la loro umanità (e dunque anche il dolore), questa incarnazione moderna non potrebbe non includere anche le paure e i dubbi del tempo presente».



I biglietti potranno essere ritirati presso la cassa accrediti del Teatro.

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